|
Il nostro lavoro ha voluto essere uno studio del testo costituzionale nelle sue linee fondamentali; non solo un percorso storico di confronto dallo Statuto Albertino, alle istituzioni fasciste e infine alla Costituzione, ma anche uno stimolo al senso critico- civile nel confronto diretto con la realtà in ambito internazionale, nazionale e locale.
Ne è scaturita una riflessione sul ruolo dell’Italia nelle “ missioni di pace”: soffermandoci sull’art. 11, ma anche approfondendo il senso degli art. 52- 78- 87, siamo andati scoprendo la volontà precisa ed indiscutibile di pace e di solidarietà dei Padri Costituenti , già nella scelta stessa del lessico ( l’Italia ripudia la guerra) . Abbiamo anche voluto confrontarci con testimoni diretti, con uomini che hanno operato sul campo, come il Maggiore Carlo Calcagni, vittima dell’uranio impoverito per le operazioni in Kossovo ed il Maresciallo Riccardo Saccotelli, ferito nell’attentato di Nassiriya. Testimonianze sconvolgenti che hanno richiamato l’esigenza di una più trasparente informazione, per il diritto dei cittadini ( quelli che partono per tali missioni, e quelli che restano) sulla verità delle operazioni, sul rispetto della tutela della salute, sulla ottemperanza dei principi fondamentali della nostra Costituzione, il principio personalista e quello solidarista, pur nel rispetto degli impegni internazionali con l’Unione Europea, con la Nato, con l’O.N.U.
Nella stesura del testo Costituzionale abbiamo ravvisato “le tre anime”( quella liberale, quella social- comunista, quella cristiana) con le quali i Padri e le Madri Costituenti si sono impegnati a rimuovere tutti gli ostacoli che potrebbero impedire il pieno sviluppo della persona umana, sollecitando il primato della politica sulla economia, della solidarietà sul profitto economico individuale.
L’altro argomento forte della nostra trattazione ha riguardato lo studio delle Sottocommissioni “al femminile” ( le proposte delle 21 donne della Costituente, poche ma battagliere), ben consapevoli di essere “a pieno titolo” cittadine ( dopo l’esperienza della Resistenza) e del significativo ruolo che le donne rivestono come mogli, madri ed attori socio- economici . Le Donne Costituenti hanno anticipato quella “rivoluzione di costume” che ha portato ad elaborare nel tempo tutta la normativa sul “genere” e le “pari opportunità”. Tuttavia la difficile conciliazione “dei tempi del lavoro” con “i tempi di cura” sollecita una chiara e più articolata “politica della famiglia”.
Nel nostro percorso non abbiamo dimenticato neppure il ruolo della Chiesa Cattolica nell’invito ai politici e “agli uomini di buona volontà” all’attenzione evangelica verso il più debole e il più bisognoso ( vedi”encicliche “ da Papa Leone XIII a Benedetto XVI).
Il coinvolgimento sul territorio è stato ampio, sia durante il convegno da noi indetto, sul nostro territorio, il 2 febbraio 2009 con la partecipazione degli Istituti Superiori Statali, sia con elaborati prodotti dagli alunni della Scuola Media sul tema della “ legalità e del senso civico” nella riflessione sui comportamenti quotidiani e sulla solidarietà in favore ai terremotati dell’Abruzzo.
La classe V ha partecipato ad incontri con varie personalità, anche a convegni organizzati dalla Regione Lombardia, a tema.
La docente Referente
Prof. Rita Franchini e gli allievi rappresentanti
|